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Seduta baciami: un’opera d’arte presso l’Antica Torre Tornabuoni

L’Antica Torre Tornabuoni e l’arte sono inseparabili. A cominciare dal nostro edificio, una torre medievale del 1200, trasformata in un’esclusiva dimora storica in cui gli ospiti sono coinvolti nel lusso e in richiami rinascimentali.

Dalla nostra terrazza, il Duomo, così come il Ponte Vecchio e molte altre opere d’arte possono essere apprezzate, durante un pasto, un drink o un semplice momento di relax e contemplazione.

Ma non siamo solo circondati dall’arte rinascimentale. Sosteniamo anche l’arte moderna, motivo per cui esponiamo sulla nostra terrazza la Seduta Baciami (le labbra in marmo bianco di Carrara), di Claudio Cuboni. “Il desiderio di esporre la Seduta Baciami sulla terrazza dell’Antica Torre Tornabuoni trova nella sensibilità del Direttore Maria Rita Bellini la bellezza e l’esclusività della location”, afferma Cuboni.

Secondo lui “il lavoro soddisfa il desiderio di creare una seduta scultorea avvolgente, ergonomica ed intima, per coloro che cercando il contatto con nobili materiali ne scoprono il contatto più intimo.”

“Viene realizzata in legno pregiato Teak con componenti in acciaio, in fibra di carbonio con rivestimento di pelle mantenente le componenti in acciaio, ed infine in bianco carrara che per me rimane il materiale più affine alla mia idea di scultura classica.”Puoi ammirarlo nella nostra Terrazza Duomo.

Il movimento di inclinazione della Seduta richiama una sedia a dondolo e il misticismo della preghiera e mostra la complessità della realizzazione. La fibra di carbonio attraversa infinite fasi di preparazione, prevedendo quattro strati di tessuti in resina. È solo dopo questo lavoro che l’artista passa attraverso il rivestimento e infine aggiunge i componenti in acciaio. E una curiosità: la Seduta trova realizzazione tra le isole dell’arcipelago toscano e la sua terra originaria, la Sardegna.

Claudio Cuboni Studio
https://claudiocuboni.com/

Comments (1)

  1. Cecilia Pacini Reply

    Fantastica opera, il risultato di un lungo lavoro di maturazione e impegno in solitudine, intimo. Una peculiarità aiuta a capirla e ad avvicinarsi al suo autore: il laboratorio, semplice, quasi mistico, dove è nata questa scultura, In un giardino roccioso e concluso, pieno di ortaggi, fiori e resti di un passato fantasma, potente, che plasma qualsiasi visitatore abbia il privilegio di visitarlo.

    La spiegazione del successo di un’idea che nasce artigianale e matura in una visione più armonica e completa è frutto anche dell’enorme passione dell’autore per la materia, legno, nelle sue molteplici variazioni, metallo, elementi naturali delle nostre coste, modellati e trasformati inizialmente solo assecondando l’ispirazione personalissima e riservata dell’artista. Quasi un segreto. Difficilissimo da condividere all’inizio, centellinato come un dono di affinità elettive, è oggi finalmente libero di lasciare il laboratorio e avere vita propria.
    Che cos’è allora “il bacio””? Una seduta ergonomica su cui soffermarsi, bassi, umili, vicino alla terra, ma anche divertente, dissacrante per la caratteristica basculante che induce inevitabilmente chi la prova a ricordare la gioia dell’infanzia, una scultura, un regalo che l’autore fa a se stesso, o semplicemente un messaggio di vita, la libertà di soffermarsi e credere che vale la pena evolversi e aprirsi agli altri.
    La risposta a tutto questo è il percorso dell’artista, indissolubilmente legato all’eredità ricevuta dall’insularità della sua ispirazione. Il suo lavoro nasce e percorre ritmi insulari, legati agli elementi naturali, alla riflessione, alla manualità materica, alla tristezza e alla gioia di essere lui stesso “isola”.

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