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Cappella dei Magi

Riapertura dei musei: La Cappella dei Magi

I musei fiorentini sono riaperti, il che significa che chiunque venga in città avrà la possibilità di visitare, tra le altre, la Cappella dei Magi, all’interno di Palazzo Medici Riccardi. Costituito da due stanze quadrate, un salone principale e una scarsella, con due sacrestie ai lati, il progetto dell’architetto Michelozzo di Barolomeo si ispira all’antica Sacrestia di San Lorenzo costruita da Filippo Brunelleschi su commissione di Giovanni di Bicci, padre di Cosimo il Vecchio.

La famiglia Medici iniziò la costruzione della cappella nel 1445, sotto la dinastia di Cosimo de ‘Medici, “Il Vecchio”, ma fu terminata solo nell’aprile del 1459, quando Cosimo il Vecchio ricevette, nella cappella ultimata e completamente decorata e arredata, anche se fossero ancora mancati le pitture murali, Galeazzo Maria Sforza, rampollo del duca di Milano e alleato del “Vecchio”.

L’edificio è uno dei primi esempi di architettura rinascimentale a Firenze, anche se presenta ancora molti elementi tradizionali come l’uso della “pietra forte”, i sassi inferiori “rustici” e le bifore. Era il punto di arrivo di tutti gli illustri ospiti ricevuti dai potenti Medici.

 

Il capolavoro

La prima cappella privata di Firenze ospita uno dei capolavori della città: la Cavalcata dei Magi, di Benozzo Gozzoli. L’artista ha rappresentato il viaggio dei Magi sulle tre pareti della sala principale che conduce alla scarsella con l’altare – dove si trova un dipinto su tavola (Adorazione del Bambino) riconducibile all’opera di Filippo Lippi (l’originale è conservata al Museo Gemäldegaleriein di Berlino). La quarta parete della cappella è ornata dalla “Veglia dei pastori in attesa dell’Annuncio” che si trova sulla parete sopra le porte delle sacrestie.

Tra i seguaci dei Magi, Gozzoli ha ritratto numerosi personaggi della famiglia Medici: Cosimo il Vecchio, che commissionò l’opera, ma anche suo figlio Piero Il Gottoso ei suoi nipoti Giuliano e Lorenzo, il giovane a cavallo che guida il corteo. Sono rappresentati, secondo l’usanza dell’epoca, anche collaboratori e alleati, come banchieri e sostenitori politici, come Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, e Galeazzo Sforza, signore di Milano. Tra i tanti volti si trova anche lo stesso Gozzoli, la cui testa è girata, e il suo sguardo guarda l’osservatore.

La cappella è visitabile. Per informazioni, prenotazioni e contatti, clicca qui.

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