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Jeff Koons. Shine

Jeff Koons. Shine a Palazzo Strozzi

“Il lavoro dell’artista è quello di fare un’opera e mostrare davvero alle persone qual è il loro potenziale. Non si tratta dell’oggetto e non si tratta dell’immagine; riguarda lo spettatore. È lì che l’arte accade”. È così che l’artista americano Jeff Koons pone l’esperienza di rendere l’osservatore davanti a uno specchio in cui può immediatamente vedere se stesso all’interno del proprio ambiente e quindi sperimentare tale affermazione. Ed è esattamente quello che proverai visitando Jeff Koons. Shine a Palazzo Strozzi.

In esibizione fino al 30 gennaio 2022, la mostra porta a Firenze un’ampia selezione delle opere più celebri di Jeff Koons, noto come una delle figure più importanti e controverse del mondo dell’arte contemporanea.

L’artista ha collaborato allo sviluppo della mostra che ospita prestiti provenienti da alcune delle più importanti collezioni e musei del mondo. Le opere esplorano il concetto di “brillio” nelle creazioni di Koons, che oscilla tra le dualità di essere e apparire, verità e illusione.

Grandi riflessioni

Le opere scelte illustrano la storia di una carriera che dura da oltre quarant’anni, dalle scintillanti sculture in metallo di Koons che replicano oggetti di lusso come Baccarat Crystal Set (1986) ai suoi iconici gonfiabili come Rabbit (1986) e Balloon Dog (Red) (1994- 2000). Inoltre, la mostra evidenzierà la rivisitazione di Koons della cultura pop e la sua storica reinvenzione del “readymade” attraverso opere come Hulk (Tubas) (2004-2018) e One Ball Total Equilibrium Tank (Serie Spalding Dr. JK 241) (1985).

Per taluni, le sculture di Koons possono sembrare infantili, ma proprio qui risiede la grandezza della sua opera, nel fatto di transitare tra il popolare e l’accademico ponendo profonde riflessioni – grazie alla qualità riflessiva letterale e metaforica delle sue opere – aumentando la comprensione metafisica degli spettatori del tempo e dello spazio, della superficie e della profondità, della materialità e dell’immaterialità.

Foto: ©photoElaBialkowskaOKNOstudio

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