Ci sono piatti che nascono dalla necessità e diventano simboli. La ribollita e il peposo sono due esempi perfetti della cucina toscana più autentica: ricette umili, profonde, pensate per scaldare il corpo e l’anima nei mesi più freddi dell’anno.
La ribollita affonda le sue radici nella tradizione contadina. Preparata con verdure di stagione, pane raffermo e tempo – ingrediente fondamentale – era il piatto delle famiglie che sapevano trasformare la semplicità in ricchezza. Il suo nome racconta già tutto: una zuppa che viene “ribollita” il giorno dopo, quando i sapori si fondono e diventano ancora più intensi. È l’inverno toscano in una ciotola, fatto di gesti lenti e profumi di casa.
Il peposo, invece, nasce nelle fornaci dell’Impruneta, dove i fornaciai cuocevano lentamente la carne nei forni dell’argilla, insaporendola con abbondante pepe nero e vino rosso. Un piatto deciso, essenziale, che parla di forza, pazienza e convivialità. Anche qui, il tempo è protagonista: una cottura lunga che trasforma pochi ingredienti in qualcosa di straordinario.
Entrambi questi piatti raccontano la Toscana dell’inverno: una terra che invita a fermarsi, a sedersi a tavola, a condividere. Per questo sono una scelta perfetta da gustare nel nostro Bar & Bistrot, dove la tradizione incontra un’atmosfera accogliente e raffinata, ideale per una pausa pranzo avvolgente o una cena dal sapore autentico.
E per chi desidera portare a casa un po’ di Toscana, abbiamo deciso di condividere le ricette della ribollita e del peposo preparate dal nostro chef, Carlos Curasma. Un invito a ricreare questi grandi classici nella propria cucina, seguendo i gesti, i tempi e i sapori della tradizione.
Buona lettura — e buon appetito.
IL PEPOSO DEL IMPRUNETA
Gli Ingredienti Originali
Per 4 persone, avrai bisogno di:
- 800g – 1kg di Muscolo di manzo (o cappello del prete): deve essere un taglio ricco di tessuto connettivo che si scioglie in cottura.
- 1 bottiglia di Chianti (o comunque un vino rosso toscano corposo).
- 20-30 grani di pepe nero intero (fondamentali per l’aroma).
- 1 cucchiaio di pepe nero macinato (per la spinta di piccantezza).
- 4-5 spicchi d’aglio (vestiti, cioè con la buccia, o leggermente schiacciati).
- Sale q.b.
- Qualche foglia di salvia e un rametto di rosmarino (opzionali, ma tradizionali).
- Pane toscano sciocco (senza sale) arrostito per accompagnare
Il Procedimento
- Taglio della carne: Taglia il muscolo a cubetti piuttosto grandi (circa 3-4 cm). Non rimuovere il grasso o le venature, perché sono quelle che renderanno la carne tenerissima.
- La “messa in teglia”: In un tegame di coccio (l’ideale) o in una pentola dal fondo spesso, adagia i pezzi di carne. Aggiungi gli spicchi d’aglio, i grani di pepe intero, il pepe macinato e il sale.
- La sommersione: Copri completamente la carne con il vino rosso. La carne deve essere letteralmente sommersa.
- La cottura lenta: Copri il tegame (se usi il coccio, puoi sigillare il coperchio con un po’ di impasto di acqua e farina, come si faceva un tempo).
- Sul fuoco: Fiamma bassissima per almeno 3-4 ore.
- In forno: 140°C-150°C per circa 4 ore.
- Il risultato finale: Il Peposo è pronto quando la carne si sfa quasi a toccarla con una forchetta e il vino si è ridotto diventando una cremina densa, scura e lucida.
I Consigli dello Chef
- Niente fretta: Se il sugo è ancora troppo liquido, togli il coperchio nell’ultima mezz’ora per farlo addensare.
- Il contorno ideale: Il Peposo chiama i fagioli cannellini all’olio o una polenta
- Il riposo: Come tutti gli stufati, il giorno dopo è ancora più buono.
Nota storica: La ricetta originale non prevedeva il pomodoro (che arrivò in Europa dopo). Se proprio vuoi una versione “moderna”, puoi aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro, ma i puristi toscani potrebbero storcere il naso!
LA RIBOLLITA TOSCANA

La ribollita è il simbolo della cucina povera toscana: una zuppa di pane e verdure che, come suggerisce il nome, deve essere “bollita di nuovo” per raggiungere la sua consistenza e il suo sapore tipici.
Ecco la ricetta tradizionale per prepararla a casa.
Gli Ingredienti Protagonisti
Per 4-6 persone, assicurati di avere:
- Verdure a foglia: 1 mazzo di cavolo nero (fondamentale!), ½ cavolo verza, 1 mazzo di bietole.
- Fagioli: 400g di fagioli cannellini secchi (ammollati per 12 ore).
- Base (Soffritto): 1 cipolla grande, 2 carote, 2 coste di sedano, 1-2 spicchi d’aglio.
- Altro: 2 patate medie, 300g di pane toscano raffermo (senza sale), 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (o 3-4 pelati), olio EVO, sale, pepe e un rametto di timo (pepolino).
Preparazione Passo dopo Passo
- La base di fagioli
Lessa i fagioli cannellini in abbondante acqua con un rametto di salvia o rosmarino. Una volta pronti:
Prendine circa metà e frullali con un po’ della loro acqua di cottura fino a ottenere una crema.
Tieni l’altra metà interi. Non buttare l’acqua di cottura! Ti servirà per bagnare la zuppa.
- Il soffritto e le verdure
In una pentola capiente (meglio se di coccio), scalda l’olio e fai appassire il trito di cipolla, sedano e carota. Aggiungi le patate a cubetti e, dopo qualche minuto, il concentrato di pomodoro diluito. Unisci le verdure a foglia (verza, bietole e cavolo nero) tagliate grossolanamente.
- La cottura lenta
Versa la crema di fagioli e l’acqua di cottura tenuta da parte sulle verdure. Copri e lascia cuocere a fuoco lento per circa un’ora e mezza. A metà cottura, aggiungi anche i fagioli interi. Regola di sale e pepe.
- L’assemblaggio (Minestra di Pane)
In una zuppiera o pentola pulita, alterna strati di fette di pane raffermo a mestoli di zuppa bollente. Lascia riposare tutto per qualche ora (o meglio, tutta la notte). Il pane deve assorbire completamente il liquido.
- Il rito della “Ribollita”
Il giorno dopo, metti il composto in un tegame con un filo d’olio e “ribollicelo” a fuoco basso per 15-20 minuti, finché non sarà diventata densa e quasi cremosa.

