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giardino delle rose

Primavera a Firenze: il Giardino delle Rose

Non è mai troppo presto per pianificare un viaggio a Firenze e se la tua idea è quella di goderti la città in primavera, ecco un buon motivo: visitare Il Giardino delle Rose. È aperto tutto l’anno, ma come puoi immaginare, è molto più bello nella stagione dei fiori.

Non solo perché le rose sono in piena fioritura in questo periodo dell’anno, specialmente a maggio e giugno, ma anche perché il meteo favorisce il tour durante la primavera. Non fa né freddo né caldo e i giorni di pioggia sono rari. Cioè, non potrebbe esserci un momento migliore!

Se non sei ancora convinto, abbiamo più motivi per cui dovresti prendere in considerazione la visita del Giardino delle Rose. Si trova sotto il Piazzale Michelangelo, di fronte alla città, il che significa che avrai una splendida vista panoramica circondata dalle rose più belle che tu abbia mai visto. Oltre 350 varietà!!!

Nel giardino troverai anche altre specie, tra cui alberi di limoni e un bellissimo giardino giapponese, con piccoli laghi artificiali popolati da carpe. Per coloro che amano l’arte in ogni sua forma, è possibile ammirare al suo interno, 12 sculture di Jean-Michel Folon, uno straordinario artista belga, la cui vedova ha donato le opere alla città nel 2011.

Per arrivare al Giardino delle Rose, puoi salire i gradini da Piazza Piero Poggi (è un po’ stancante, ma ne vale la pena), visitare la Abbazia di San Miniato al Monte… Ci sono molti modi per arrivarci, incluso un autista privato, quindi scegli quello più adatto a te. Non importa come, l’importante è visitare il giardino e non te ne pentirai!

Comments (1)

  1. Ron Reply

    Yes, a new world surrounds us! Grateful now
    The cooling shelter of these evergreens.
    The tuneful murmur of this gurgling spring
    “Once more revives us. In the morning wind
    The tender branches waver to and fro.
    The flowers look upwards from their lowly beds.
    And smile upon us with their childlike eves.
    The gardener, fearless grown, removes the roof
    That screen’d his citron and his orange trees,
    The azure dome of heaven above us rests:
    And, in the far horizon, from the hills
    The snow in balmy vapor melts away…”

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